La sezione aurea nella fotografia

La sezione aurea nella fotografia

Il XII secolo è stato un periodo d’oro per la fotografia. Qualcuno potrebbe obiettare che la Fotografia nemmeno esisteva all’ epoca. Allora diciamo che è stato importante a causa di un signore italiano di nome Leonardo Pisano, conosciuto come Fibonacci, diventato popolarissimo grazie al bestseller di Dan Brown.

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Il nesso fra lui e la fotografia moderna? È tutta una questione di composizione. Una delle regole fondamentali della composizione fotografica provengono direttamente dai suoi studi matematici. Stiamo parlando della regola definita Sezione Aurea o Divina Proporzione. La cosa incredibile è che questa scoperta proviene dall’osservazione della nascita dei conigli, ma questa è un’altra storia. Quello che ci interessa è il rapporto numerico che è stato stabilito: 1,61803-1. Ma non preoccupatevi. Nessun fotografo dovrà ricordarlo a memoria mentre scatta una foto.
Come abbiamo già detto la sezione aurea è anche conosciuta come la proporzione divina. Questo perché si manifesta praticamente ovunque in natura. I nostri occhi sono naturalmente abituati a vedere questa proporzione ovunque guardiamo.

La sezione aurea e la fotografia

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Se nelle nostre composizioni rompiamo questo rapporto naturale, l’immagine metterà i nostri occhi a disagio, gli farà percepire qualcosa di ‘fuori posto’. La famosa regola dei terzi è una delle tecniche compositive fondamentali in fotografia. Funziona perché è molto vicina alla proporzione divina e i nostri occhi la trovano accettabile. Tuttavia, se vogliamo passare allo step compositivico successivo, bisognerà appellarsi al signor Fibonacci e applicare due tecniche avanzate: il rettangolo aureo e la spirale aurea.
Quanto alla prima, potremmo riassumerla come una regola dei terzi ponderata al centro. Considerando che nella regola dei terzi, ogni verticale è equidistante dalle altre, nel rettangolo aureo usiamo la proporzione di Fibonacci per determinare la distanza tra loro. In altre parole se dividiamo la nostra immagine in tre linee verticali, la distanza della prima riga da sinistra rispetto alla seconda linea sarà in rapporto di 1,618 a 1. Quando componiamo i nostri scatti, mettendo il nostro soggetto sulle linee di questi terzi stiamo usando il rettangolo d’oro.

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Ancora più complessa, ma efficace è la spirale aurea.
Guardate la figura sottostante.thecatch_aurea

Inserendo i soggetti lungo il percorso della spirale e soprattutto nei punti in cui essa interseca uno dei rettangoli aurei possiamo creare un’immagine visivamente piacevole che permette al nostro occhio di seguire un percorso naturale attraverso l’immagine. Tutto ciò è abbastanza difficile da visualizzare nel mirino, ma se si tenta di trovare un soggetto primario da cui far partire una spirale immaginaria e inserendo elementi compositivi su essa, s’ inizierà a capire il potere compositivo e visivo della spirale aurea.

Per ogni appassionato di fotografia Fibonacci non sarà più legato soltanto alla trama de Il Codice Da Vinci, ma un alleato da ringraziare per l’efficacia della composizione.

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