La serendipità per lavorare nel digitale

La serendipità per lavorare nel digitale

Un Master di livello può darti certamente le competenze cognitive, conoscitive e operative per lavorare nel digitale, ma le soft skills, i valori che ho definito S.A.C.R.I. sono o innate, o acquisibili solo attraverso un lavoro su di sé.

Grazie alla dott.ssa Francesca Ungaro, psicologa e conoscitrice delle dinamiche dell’online, ho avuto la possibilità di approfondire i 5 valori S.A.C.R.I. per lavorare nel digitale con profitto: Serendipità, Adattamento, Condivisione, Resilienza, Indipendenza.

Parliamo della S dei valori S.A.C.R.I., la serendipità, ovvero la capacità di cogliere qualcosa di inaspettato mentre si sta cercando altro.

Ecco allora le domande che ho posto alla dott.ssa, buona lettura!

3 domande e 3 risposte sulla serendipità

1 – Come è definibile in psicologia la serendipità?

Il termine Serendipità è in realtà un neologismo che sta ad indicare la facoltà – e l’intelligenza – di cogliere e riconoscere qualcosa di totalmente inaspettato mentre si sta cercando altro.
Si può dire che sia un misto di guizzo ingegnoso e coincidenze fortunate, ma perché l’inaspettato sia davvero una rivelazione felice e possa portare vantaggi all’individuo e alla società è necessario un atteggiamento di maturità interiore e di flessibilità del pensiero.
In psicologia si rimarca molto, infatti, il concetto di Intelligenza Emotiva, gestione delle proprie emozioni, intuizione e capacità di apertura mentale perché la Serendipità è, sì, frutto di una ricerca scientifica, ma la ricerca scientifica iniziale era indirizzata a scoprire altro. Quindi, la capacità di accogliere la novità e l’imprevisto, e di valutarlo in maniera positiva è un’abilità cruciale, insita nel carattere di una persona.

Non è facile e non è scontato accettare “risultati diversi” quando si cerca qualcosa: le risposte della nostra psiche possono essere tante, a partire principalmente dal rifiuto.
Si tende, infatti, a rifiutare ciò che non è atteso, ciò che appare diverso, perché qualsiasi accadimento inaspettato generalmente spaventa.
Il psicologia, dunque, la Serendipità è considerata una dote elevata e di altissima qualità, dal momento che pone l’uomo di fronte alla gestione di un imprevisto. Un imprevisto che, se riconosciuto e “fatto proprio” non può che arricchire e aggiungere valore alla crescita personale, intellettiva ed emotiva.

2 – Chi è una persona in grado di padroneggiare il Pensiero Laterale?

In Psicologia gli studiosi hanno suddiviso il pensiero secondo due caratteristiche contrastanti: il Pensiero Convergente e il Pensiero Divergente.
Il primo dei due è il pensiero comune, è quello che guarda lo stato delle cose e constata la realtà. E’ il pensiero di tutti, il primo che viene in mente. Ed è molto “rassicurante” proprio perché segue delle regole comuni.
Il Pensiero Divergente è tutt’altra cosa: spezza i binari, spesso molto rigidi, del Pensiero Convergente, guarda la realtà da ogni punto di vista possibile e da ogni prospettiva ed è capace di ribaltarla.
Va controcorrente, è assolutamente individuale e rientra nel carattere della singola persona.
Grazie alla sua capacità di uscire dal terreno conosciuto e capovolgere ciò che vede e capisce, è esattamente quel pensiero che dà vita alla Creatività.
Al bagliore dell’intuito che si fa forza nel buio. Alla luce della perspicacia e dell’attenzione e percezione del nuovo.
Il Pensiero Divergente è esattamente il Pensiero Laterale: è un processo fluido ed estremamente flessibile, che esce dalla logica deduttiva del Pensiero Convergente.
Grazie alla Creatività che scaturisce genuina e spontanea dal Pensiero Laterale, è possibile non solo crescere e creare innovazione, ma anche risolvere tutti quei problemi (e indovinelli) apparentemente irrisolvibili.

Una persona in grado di padroneggiare il Pensiero Laterale è, quindi, capace di pensare prescindendo da ciò che inizialmente appare l’unica realtà e l’unico percorso possibile.
E’ un individuo che non teme il confronto con l’inaspettato, ma anzi cerca elementi, idee, intuizioni e spunti da tutte le possibili prospettive diverse, per poter spaziare nella conoscenza e arricchire le proprie competenze con spirito creativo.
Psicologicamente, viene definita una persona dall’Intelligenza Plastica, ovvero con una predisposizione mentale orientata a pensare in grande e ad agire in grande.
All’esterno di qualsiasi Comfort Zone, al di fuori di qualsiasi schema rigido di pensiero, con il desiderio di mettersi in gioco per scoprire il nuovo.

3 – Quale tipo di eccessi evitare?

L’individuo capace di padroneggiare il Pensiero Laterale è abituato a fare ragionamenti che seguono logiche diverse da quelle comuni.
Tuttavia, è importante ricordare che la lateralità di un pensiero è del tutto soggettiva, nel senso che ognuno risponde secondo il proprio carattere psicologico e la propria forma mentale.
E’ possibile imparare ad usare il Pensiero Laterale: esistono moltissimi esercizi mentali che allenano il nostro cervello a risolvere indovinelli apparentemente irrisolvibili e a creare soluzioni.
Da un punto di vista psicologico non esistono veri e propri eccessi da evitare né per quanto riguarda la Serendipità, n* per quanto riguarda il Pensiero Laterale Creativo.
Sono indubbiamente molti di più i vantaggi dei possibili rischi.
L’unico vero rischio dovuto ad un eccesso nell’uso del Pensiero Laterale è l’isolamento dell’individuo.
L’accanimento a voler risolvere a tutti i costi qualsiasi problema e a vivere la Serendipità come necessaria condizione.

La società non è sempre “all’altezza” delle scoperte che avvengono grazie alla Serendipità, e non sempre è tollerante riguardo alla creatività che si spinge troppo in alto.
La salute psicologia dell’individuo passa sicuramente attraverso la crescita personale e la creatività, ma deve anche potersi garantire un riconoscimento sociale.
E, purtroppo, il “genio incompreso” rimane solo ed è destinato a soffrire e ad ammalarsi facilmente.

Comments ( 3 )

  • Vincenzo

    si e no Francesca.. mi piace tutto, salvo l’ultima riga, non credo il discorso sia correlato con il fatto di essere geni o meno o di sentirsi così o meno, o cmq credo non dovrebbe essere correlato a questo. La serendipità spesso viene descritta in molti modi diversi e ci sono esempi famosi.. grandiosi.. ed estremi.. a definirla. Per come la vedo io, banalmente, è un semplice succedere di cose verso cui abbiamo posto attenzione quanto basta, quelle a cui abbiamo teniamo davvero.. e può succedere a tutti 🙂

  • Vincenzo

    carini gli avatar che cambiano espressione dopo ogni risposta :))

  • Vincenzo

    scusami Benedetto Motisi, dopo averlo visto condiviso da Francesca Ungaro ho pensato l’avesse scritto lei.

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