La fotografia senza macchina fotografica

La fotografia senza macchina fotografica

La fotografia senza macchina fotografica

Prima della Nikon e della Canon, delle fotocamere e degli obiettivi, degli scanner e delle pellicole esisteva la fotografia senza macchina fotografica. Utilizzando carte fotosensibili i fotografi potevano ottenere un’immagine permanente posizionando un oggetto direttamente sulla carta ed esponendo alla luce questo e la carta stessa.
Inizialmente si trattava della luce solare. Ben presto, però, divenne la luce dell’ingranditore della camera oscura. Ciò che rimaneva era la sagoma dell’oggetto impressa sulla carta in gradi variabili di luminosità e oscurità. I fotografi sviluppavano la carta, quindi, proprio come successivamente si cominciò a sviluppare la pellicola.
William Henry Fox Talbot, che usava il calotipo, chiamò la sua versione ‘disegni fotogenici’.

talbot
Anna Atkins, che invece utilizzava il cianotipo, nel 1843 pubblicò il suo primo libro di queste immagini intitolato British Algae: Cyanotype Impressions.

Anna-Atkins Anna_Atkins_algae_cyanotype
Altri fotografi hanno adattato il nome della tecnica al loro metodo. Man Ray, che utilizzava carta a cloruro d’argento e una lampadina come fonte luminosa, chiamò le sue immagini di oggetti vari ‘rayografi’. Làszló Moholy-Nagy, invece, definì le sue fotografie di sagome, spirali e bobine ‘fotogrammi’.

Man_Ray,_1922,_Untitled_Rayograph man ray moholy-nagy

Adoperando questa tecnica, gli artisti moderni di oggi come Susan Derges e Adam Fuss hanno creato opere incredibili, fondamentalmente immortalando cose semplici (una foglia, il vestito di un bambino, un girasole) in modi straordinari.

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Un qualsiasi foglio di carta fotografica servirà allo scopo. Potete anche utilizzare la carta da architetto ed esporla al sole. Variate l’intensità delle vostre fonti luminose e l’ angolazione della luce in modo da ottenere immagini più interessanti.

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