Idiozia globale e memoria storica

Idiozia globale e memoria storica

Negli ultimi trent’anni, sono state prodotte e diffuse più notizie di quante ne siano state prodotte nei precedenti cinquemila. Il paradosso consiste nel fatto che all’aumentare delle notizie corrisponde una diminuzione dell’informazione. Siamo “più informati” ma sappiamo di meno.

Lo conferma il fatto che nei paesi con un alto tasso di scolarizzazione, l’analfabetismo è in crescita.

Il meccanismo è semplice, ma devastante. Ogni giorno siamo bombardati non da informazioni ma da frammenti d’informazioni. Viviamo in una sorta di ‘fiction’ dove gli eventi sembrano non avere alcuna connessione con i contesti in cui avvengono ( al contrario i fatti sembrano solo avvenuti). Questo meccanismo distorto è alla base del processo diffuso di distruzione della memoria storica. In quale direzione stiamo/ stanno andando? Da dove proveniamo/provengono? Senza la memoria storica rischiamo di diventare schiavi del presente e privi di difese quando dobbiamo affrontare il futuro.

Voglio riportarvi un esempio. Nel 2005, in Indonesia, paese pieno di contraddizioni e dai forti contrasti sociali, in occasione dello Tsunami che colpì Banda Aceh, molte persone ignare degli eventi catastrofici già avvenuti nei decenni precedenti, corsero verso il mare stupite e incuriosite dal ritiro improvviso delle acque in conseguenza del forte terremoto. Di lì a poco un’onda di quaranta metri cancellò le loro vite e quelle di centinaia di migliaia di persone. Contemporaneamente in un isolotto di fronte alla costa, i vecchi del villaggio, che avevano sperimentato le conseguenze dello tsunami avvenuto un secolo prima, avevano educato i giovani a fuggire sulle colline non appena si verificassero forti scosse di terremoto. Grazie alla conservazione e alla trasmissione della memoria non ci fu alcuna vittima.

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Foto ©Massimo Mastrorillo

E ancora come non pensare al qualunquismo e pressapochismo di molti politici difronte all’emergenza degli sbarchi di rifugiati e immigrati clandestini sulle nostre coste quando milioni d’italiani hanno invaso il mondo, in condizioni di povertà estrema nel secolo precedente?

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Foto ©Charles Freger

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