La fotografia, le immagini, il digitale e il Web

La fotografia, le immagini, il digitale e il Web

Il 14 febbraio 2014, Vinton Cerf, uno dei padri di internet e vice presidente di Google lanciò un allarme.

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«Stiamo gettando tutti i nostri dati in quello che potrebbe diventare un buco nero dell’informazione senza nemmeno accorgercene. Digitalizziamo le cose perché pensiamo di preservarle, ma quello che non capiamo è che, a meno che non vengano intraprese altre azioni, queste versioni digitali non sono meglio degli artefatti reali. Forse sono anche peggio. Se avete foto a cui tenete, stampatele».
Meglio avere tra le mani ciò che solitamente riteniamo al sicuro sul nostro schermo, il rischio è che le generazioni future non riescano ad accedere a parte degli elementi digitali della nostra epoca.

Paradossale, se si pensa che oggi immagazziniamo tutto in digitale proprio per garantirgli “vita eterna”, mentre quella stessa tecnologia evoluta al quadrato potrebbe rendere i nostri file superati e illeggibili.

E’ su questo che si basa un progetto che mi è capitato di vedere a Venezia presso La Fondazione Bevilacqua La Masa.

L’autrice è Eleonora Sovrani ed il nome del progetto è MAGIC COOKIES.

Nel progetto Eleonora Sovrani immagina uno scenario catastrofico e al contempo plausibile: l’esplosione dei database di immagini dei motori di ricerca mondiali. Il lavoro pone così lo spettatore davanti ad alcuni quesiti: cosa accadrebbe alle immagini virtuali perse? Come preservarne la memoria? E quanto l’azione quotidiana impressa sugli utilizzatori del web, nel corso degli anni, ne ha ormai plasmato l’immaginario?

Ha per ora fatto un’esperimento molto semplice, con diversi account e da diversi paesi ha digitato sulla ricerca per immagini di google la parola dream.

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Il risultato è che ad ogni differente ricerca le immagini che appaiono come più importanti (meglio indicizzate?) sono sempre le stesse, cambiano solo il loro ordine di classifica nella schermata della pagina e rappresentano tutte dei paesaggio fantasy, al limite del buongusto per quello che riguarda anche gli artifici della postproduzione.

Ogni utente è vittima di algoritmi che analizzano le tracce lasciate da lui stesso nel web; in breve se tutto dovesse crollare per google i nostri sogni sarebbero nient’altro che questi paesaggi; tutto il resto, forse per fare spazio, verrebbe cancellato dalla rete; e rieccoci al buco nero.
Di seguito il progetto esposto, ogni immagine è per google IL NOSTRO, I NOSTRI, SOGNI.

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