Fotografia pubblicitaria: fra Playstation, Heavy Rain e Direct Marketing

Fotografia pubblicitaria: fra Playstation, Heavy Rain e Direct Marketing

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Il direct marketing può seguire diverse vie e una di queste è la guerrilla.

Guerrilla Marketing è la definizione coniata dal pubblicitario statunitense Jay Conrad Levinson per indicare una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso costo, ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti “aggressivi”.

La fotografia pubblicitaria nel guerrilla marketing: un caso studio

La fotografia più volte è intervenuta ed interviene tutt’ora come contenuto legato a doppio filo con questo modo di comunicare.

Ma veniamo a noi, anzi a me; mi chiamo Paolo Cenciarelli e mi occupo di fotografia pubblicitaria; ad oggi ho avuto modo di vedere di tutto. A volte dopo aver fotografato, ho dovuto confrontarmi con un uso cosi estremo della postproduzione da arrivare a un’immagine finale che non è mai esistita (se qualcuno si chiedesse se è un male io rispondo di no, non lo è, ma avremo modo di parlarne).

La fotografia pubblicitaria è fortemente vincolata alle richieste del cliente. Un giorno mi è arrivata una mail con il seguente lay-out:

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Campagna Playstation per la promozione del video gioco “Heavy Rain”. Nel gioco un investigatore indagava su un serial killer di bambini; ogni volta che pioveva, un bambino moriva e sulla scena del crimine veniva ritrovato un origami. Nel layout inviato era disegnato il braccio di un bambino, dell’acqua a terra e un origami.

Il lay-out andava riprodotto fedelmente. L’immagine sarebbe poi diventata un adesivo da attaccare alle porte dei bagni nei cinema (sul bordo dell’adesivo sarebbero poi stati messi i loghi ed eventualmente qualcosa di simile ad un body copy).

Qui un immagine di lancio per heavy rain.

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Playstation non è nuova a questo tipo di campagne ed è nota per la forza dei propri messaggi (si tratta pur sempre di videogiochi), quindi cominciai la ricerca del modello per il braccio e di tutto quello di cui c’era bisogno.

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Contemporaneamente l’agenzia che rappresentava playstation si mise in contatto con vari cinema nazionali nel tentativo di stringere un accordo.

Nessun cinema volle partecipare. Ritennero il messaggio troppo forte. La campagna non fu quindi mai prodotta.

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