Fixer: l’ombra del reporter

Fixer: l’ombra del reporter

Raccontandoci il suo World Press Photo, Massimo Mastrorillo ci aveva parlato di Maria, la sua fixer.

Ma chi è il fixer e che importanza gioca il suo ruolo?

Dietro un buon reportage c’è spesso un ingrediente segreto che si chiama ‘fixer’.
Guida-interprete-autista-negoziatore, un vero e proprio ibrido indispensabile per qualsiasi giornalista inviato o reporter.

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Il fixer lavora fianco a fianco col giornalista, lo aiuta a comprendere una realtà complessa e variegata fatta di persone, immagini, testi, luoghi, culture, perché è un profondo conoscitore del contesto sociale in cui si trova. Il fixer si occupa di tutto: pianifica e organizza il viaggio, cura le pubbliche relazioni, spiega e media con la popolazione locale. Conosce la lingua, a volte persino il dialetto, dell’area in cui opera. Calcola il percorso, le strade e le alternative. Insomma gioca un ruolo chiave per i reporter occidentali.

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Tuttavia durante il lavoro non gode delle stesse tutele da parte del paese che invia il giornalista per il reportage. In alcuni casi la rete di protezione funziona per il giornalista e il fotografo ma non per il fixer, che alla fine resta un locale e viene abbandonato a se stesso.
Un mestiere affascinante, fatto di empatia e avventura, ma anche di pericolosi rovesci della medaglia.

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In Italia si parla di servizio di fixing nel sito della Investigative Reporting Project Italy (IRPI) che si occupa di giornalismo di inchiesta.

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