Primi passi nella fotografia professionale

Primi passi nella fotografia professionale

Grazie anche alla rivoluzione digitale sempre più giovani si avvicinano alla fotografia sperando che diventi una professione. Ma come ci si muove all’interno di questo mondo? Serve ancora avere un’agenzia? Abbiamo chiesto a due affermati professionisti e docenti di Romeur di raccontarci la loro esperienza: ecco le risposte di Paolo Cenciarelli e Massimo Mastrorillo.

PAOLO CENCIARELLIpaolo_cenciarelli

Fotografo professionista collabora con numerose riviste nazionali (XL di Repubblica, Rolling Stone, Groove Magazine, Max, Diva & Donna, Vanity Fair, Riders, Sport Week, Repubblica) e brand internazionali come: BNL, Sony Playstation, Tim, RDS, Hrtz, Nike e Vans. Si occupa della fotografia per booklet e cd covers per nomi di rilevo come Truce Boys, Franco Battiato, Noyz Narcos, Marrachash, Club Dogo.

Com’è nata la tua passione per la fotografia?
In parte è una passione tramandata da mio nonno; essendo una persona benestante aveva delle macchine fotografiche bellissime e mi permetteva di usarle come fossero dei giocattoli, per me erano degli oggetti magici, le conservo ancora io. Ho iniziato a scattare veramente dopo un po’ di anni che andavo in skateboard, volevo riprendere i pomeriggi passati con i miei amici a skateare.
Quali sono stati i tuoi primi passi nella fotografia professionale?
Ho iniziato appunto a pubblicare su delle riviste specializzate di skateboard durante il primo anno di università, subito dopo la laurea mi sono ritrovato a fare l’assistente di studio per un famoso ritrattista, ho quindi iniziato anch’io a ritrarre per gioco musicisti e cantanti underground realizzando le prime pubblicazioni su testate nazionali.

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Qual è la foto o il progetto che a oggi ti rappresentano di più?
Forse ogni fotografo è rappresentato da minimo due immagini, una ne rappresenta la vita professionale agli occhi degli altri addetti ai lavori, l’altra rappresenta la propria passione per la fotografia. Per quel che riguarda la prima immagine è sicuramente una foto scattata per conto di NIKE di uno skateboarder con del fuoco. Trovo che mi rappresenti molto, o che rappresenti molto il mio pensiero sulla fotografia, una foto che ho fatto alla mia compagna, per fortuna o per sfortuna nessuno la ha mai vista.
Usciti dalle scuole di fotografia gli studenti si affannano a cercare un’agenzia che li rappresenti. Pensi sia indispensabile? Quali alternative ci sono o come dovrebbe mutare il ruolo delle agenzie oggi?
No, non credo assolutamente sia indispensabile. Le agenzie, che ho frequentato poco, ma anche gli agenti, con cui ho tuttora rapporti non hanno più il ruolo di una volta. Non solo gli assignment sono pochissimi ma anche il ruolo di tutela verso il fotografo, o perlomeno tra fotografo e cliente è ormai un ruolo che è scomparso. O le agenzie ritornano quelle “di una volta” (impossibile) o dovrebbero mutare in strutture più piccole, evitare di essere quasi esclusivamente distributori d’immagini e piuttosto cercare di creare dei collettivi di fotografi emergenti e non, farli lavorare su tematiche precise e vendere quello, difendendo il lavoro. Per quel che riguarda gli agenti si deve essere fortunati nel trovare quello giusto.

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Il consiglio più prezioso a un giovane che si avvicina alla fotografia.
Pensare al lavoro del fotografo come un’emozione, non come una professione. Questo può aiutare ad andare avanti a lungo nel panorama di oggi.

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La fotografia altrui che avresti voluto scattare.
Una qualsiasi della serie sugli Hells Angels di Bill Ray pubblicata su Life Magazine nel ’65. Non “invidio” le immagini, invidio il fatto di esserci, la fotografia d’altronde è anche questo.
MASSIMO MASTRORILLOmassimo_mastrorillo-300x300
Ha lavorato principalmente a progetti fotografici a lungo termine dedicandosi alle profonde conseguenze dei conflitti e dei disastri naturali nella società. Tra i suoi premi: World Press Photo, Pictures of the Year International (terzo premio Magazine photographer of the year) e Best of Photojournalism (terzo premio Magazine photographer of the year)), PDN Photo Annual, International Photographer of the Year al 5th Annual Lucie Awards, il Sony World Photography Awards and l’Aftermath Grant (finalista nel 2011).
Com’è nata la tua passione per la fotografia?
Attraverso la frequentazione di due amici che cominciavano a produrre dei servizi per dei giornali. Con uno di loro ho anche realizzato dei lavori. Mi ricordo l’ ansia che provai quando portai il mio primo rullino di diapositive a sviluppare. La notte prima del ritiro feci fatica a prendere sonno.
Quali sono stati i tuoi primi passi nella fotografia professionale?
Ho frequentato un corso all’Istituto Europeo di Design di Roma. All’epoca non c’era molta offerta. Cercai di produrre e seguire con regolarità. Volevo tirare fuori il massimo. Stavo facendo un grande sforzo economico e in più avevo deciso di abbandonare l’ università con grande disappunto di mia madre. Era un salto nel buio e non volevo che fosse un fallimento. Poi ho fatto un pò di assistentato e cominciato a produrre piccoli lavori fino a quando non ho avuto la possiblità di lavorare per un’ agenzia di stock con la quale ho poi collaborato per diversi anni rendendomi indipendente.

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Qual è la foto o il progetto che a oggi ti rappresentano di più?
Se ce ne fosse una o uno solamente la mia crescita sarebbe in una fase di stallo. Potrei rispondere l’ultimo/a ma non sarei sincero…
Usciti dalle scuole di fotografia gli studenti si affannano a cercare un’agenzia che li rappresenti. Pensi sia indispensabile? Quali alternative ci sono o come dovrebbe mutare il ruolo delle agenzie oggi?
Credo che l’assistentato sia ancora una grande opportunità, cosí come la possibilità di fare delle esperienze all’estero. Non credo più molto nel ruolo delle agenzie. Sono poche quelle che danno davvero delle opportunità di lavoro o che hanno un brand cosí forte da facilitare l’interesse di chi commissiona i lavori ed è estremamente difficile entrarci. Specializzarsi in qualcosa può facilitare l’entrata nel mondo del lavoro. Che sia solo per vivere o perchè la specializzazione corrisponde alla vera passione può risultare nel medio o lungo periodo una mossa vincente e aprire diverse porte.

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Il consiglio più prezioso a un giovane che si avvicina alla fotografia.
Lavorare tanto sulla propria autorialità e con tanta costanza e determinazione.

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La fotografia altrui che avresti voluto scattare.
Purtroppo ma anche per fortuna (altrimenti come farei a crescere ancora) migliaia…

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