I 5 buoni motivi per intraprendere la professione del truccatore

I 5 buoni motivi per intraprendere la professione del truccatore

Il lavoro del truccatore è veramente bello?

Prima di parlare di noi e cominciare con questi fantastici buoni motivi, partiamo da un presupposto: io credo profondamente che la società abbia un approccio sbagliato con la mia condizione lavorativa e con quella di tutto il resto del mondo. Sì, perché sono dell’idea che la seconda domanda dopo «Che lavoro fai?» non dovrebbe essere «Ah, e quanto guadagni?» ma bensì «E sei felice di quello che fai?». So che è dura da digerire ma fare il truccatore piace, e ora come ora è una professione bella e completa.

Ma a questo punto, vediamo nel dettaglio il perché.

I consigli per prendere col piede giusto come diventare truccatore

1 – La noia non è di casa

Se siete abituati ad una vita sedentaria, di quelle in cui il vostro migliore amico è il divano e il potervi spostare per lunghe tratte con mezzi pubblici o propri non è il vostro forte, allora questo mestiere non fa al caso vostro. Se invece siete dinamici, non temete né il freddo né il troppo caldo e avete delle buonissime qualità di adattamento, allora state facendo il lavoro giusto.

L’arte dell’improvvisazione diverrà la vostra migliore amica, l’esservi dimenticati un pennello a casa non vi spaventerà mai e il riuscire a plasmarvi in base alla situazione che avete davanti vi renderà sempre sfavillanti davanti agli occhi di tutti. Che siate nel backstage di una sfilata o nella camera da letto di una sposa, saprete sicuramente quali carte giocare e quando poterlo fare!

2 – La solitudine non esiste

È sempre bello essere le truccatrici di noi stesse, ma se si decide di intraprendere questa professione di certo non lo si fa per il piacere di mettere su di noi il nuovissimo fondotinta di punta della nuova collezione di MAC.

Sappiate infatti che molto probabilmente lavorerete con: modelli, fotografi, stylist, stilisti, visagisti, parrucchieri, miss, attori, ballerini, colleghi, presentatori, estsetisti, assistenti di produzione, registi, sceneggiatori, videomaker, spose, zie, mamme, cugine… insomma, essere soli non è che mera utopia!

3 – Prima di truccare, un po’ di psicologia

Ai più sembrerà strano, ma non c’è niente di più vero di un truccatore che vi dice “in fondo siamo anche un po’ psicologi”. Capita, molto più spesso di quanto si sembri, che durante un makeup il cliente si lasci andare a qualche piccolo sfogo emotivo, che sia una sposa o una modella di alta moda.

Sta nel truccatore, con la massima professionalità, riuscire ad interpretare tutti i piccoli segnali della persona che ha in cura, per poi poter consigliare al meglio chi ha di fronte.

4 – I prodotti non sono mai abbastanza!

Ogni giorno esce qualche nuovo cosmetico che non si vede l’ora di testare, comprare, usare, ammirare con una punta di orgoglio. Spesso mi sono sentita dire “Scusa, ma con 25 diversi fondotinta cosa ci fai?” e io ridacchiando mi sono ritrovata a dover spiegare come esistano duemila tipi diversi di pelle, sottotoni, toni, etnie e gradi di coprenza da dover attuare su un viso, di come solo una misura di ciglia finte non basti e come un solo rossetto rosso non potrebbe mai sostituire la mia collezione infinita.

Non è solo per un piacere personale, ma soprattutto perché grazie ai miei “25 fondotinta” posso rendere felice chi ho davanti. E quindi rullo di tamburi…

5 – Rendere felice chi ho davanti

Niente vi ripagherà mai delle parole che un cliente spenderà per voi. Che si tratti di un vostro amico che vi chiama per aiutarlo con il makeup di Halloween o il fotografo che vi ha commissionato il lavoro, riuscire a realizzare quel piccolo sogno vi farà sentire grati ogni giorno per aver scelto di fare questo mestiere.

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