L’adattamento per lavorare nel digitale

L’adattamento per lavorare nel digitale

Parliamoci chiaramente: in Master di livello può darti certamente le competenze cognitive, conoscitive e operative, insomma quelle “tecniche” chiamate anche “hard skill” per lavorare nel digitale, ma le “soft skills”, i valori che ho definito S.A.C.R.I. sono o innate, o acquisibili solo attraverso un lavoro su di sé.

Grazie alla dott.ssa Francesca Ungaro, psicologa e conoscitrice delle dinamiche dell’online, ho avuto la possibilità di approfondire i 5 valori S.A.C.R.I. per lavorare nel digitale con profitto: Serendipità, Adattamento, Condivisione, Resilienza, Indipendenza.

Parliamo della A dei valori S.A.C.R.I., l’adattamento, ovvero la capacità di cogliere qualcosa di inaspettato mentre si sta cercando altro.

Ecco allora le domande che ho posto alla dott.ssa, buona lettura!

3 domande e 3 risposte sull’adattamento

1 – Come è definibile in psicologia l’adattamento?

Il termine adattamento ha un’enorme importanza in biologia prima ancora che in psicologia, poiché indica la capacità degli organismi viventi di mutare i propri processi fisiologici e metabolici in funzione di qualsiasi cambiamento delle condizioni ambientali in cui vivono.
Dagli insegnamenti di Charles Darwin in poi, la Teoria della Selezione Naturale insegna che questi mutamenti sono indispensabili per la sopravvivenza della specie.
L’evoluzione è, dunque, il filo conduttore di ogni adattamento dell’essere vivente.

In Psicologia tutto questo si fa ancora più importante perché al mutare delle condizioni esterne e/o ambientali, l’individuo deve poter cambiare i propri comportamenti, in primo luogo per sopravvivere e in secondo luogo per riprodursi. Questo alla base.
Ma cosa succede se un individuo nella società odierna non riesce di fatto ad adattarsi?
In qualche modo “soccombe” lo stesso, perché il suo comportamento perde di efficacia, non è più consono.  Si può, allora, isolare o venire isolato dal gruppo, perché si trova inadeguato e incapace di reagire alle nuove circostanze.

All’inizio – di fronte a mutamenti esterni – l’individuo incorpora le informazioni psicologiche necessarie, quindi “come dovrebbe cambiare il suo comportamento per adattarsi al meglio”.
In seguito, l’individuo acquista una capacità psichica più elastica e plasmabile, grazie alla quale si “accomoda” in base alle necessità che si presentano dall’esterno.
Come si è detto, un Adattamento inadeguato – o che non si realizza – può condurre perfino a vere e proprie turbe del comportamento psicologico.
La capacità di adattarsi che ha un invididuo è una qualità che viene sicuramente premiata dalla società e dalla sua personale soddisfazione.  Tuttavia, ricordiamoci, che è sempre possibile imparare ad adattarsi e non è mai tardi per iniziare.

2 – Quali sono le caratteristiche di una persona capace di adattarsi?

Personalmente amo moltissimo questa caratteristica umana, perché è un segno distintivo di intelligenza, o meglio di intelligenza emotiva e intelligenza plastica, quindi della capacità di essere coscienti di noi e di saper giocare con i tratti della nostra personalità.
Una persona capace di adattarsi è una persona felice, perché sa sfruttare le proprie potenzialità mutandone forma ed espressione affinché siano il più efficaci possibile.
Al contrario, una persona non adattabile è una persona dal carattere rigido, tendenzialmente ossessivo, poco incline all’estroversione.

Perché per adattarsi bisogna per forza essere estroversi: uscire dai propri limiti e ascoltare opinioni discordi dalle nostre. Sapersi mettere in gioco.

In ogni caso, spessissimo sottovalutiamo la propria capacità di adattamento: l’essere umano è molto più propenso a conformarsi e cambiare di quanto si pensi.
Succede, tuttavia, quando accadono brutti avvenimenti, crisi o traumi. E’ lì che l’individuo dà il meglio di sè, sempre.
Arrivando a realizzare dei comportamenti inimmaginabili pur di adattarsi alle difficoltà e vincerle. E, un’ultima cosa: chiedete in modo apparentemente disinteressato a una persona se sarebbe in grado di cambiare per adattarsi a una realtà meno brillante, meno promettente, più difficile.
Avrete dei grandi “No” come risposta.
Eppure, quelle stesse persone che hanno negato, saranno felici un giorno di dirvi che sono riuscite non solo ad adattarsi alla perfezione, ma anche a sentirsi più forti, sicure, quasi invincibili.

3 – Ci sono dei risvolti meno positivi?

Sono rarissimi i casi in psicologia dove la capacità di adattamento si verifica come una soluzione non positiva.  Lo è quasi sempre.
Adattarsi significa poter permettersi di fare esperienze diverse, assumere identità diverse, crescere, migliorare, diventare potenti.
Diventare elastici mentalmente: qualità estremamente rara quanto preziosa.  Perché permette di uscire dai nostri limiti, dalla nostra Comfort Zone, dai sentieri di sempre, per spaziare nel Pensiero Laterale e nella Creatività che ne nasce. L’unico possibile risvolto negativo è dato da un’estremizzazione dell’adattamento.
Quindi, da un continuare a mutare o un mutare eccessivo rispetto ai cambiamenti esterni. Questo sì può essere pericoloso psicologicamente, perché mette a rischio il nucleo stesso della nostra personalità.  Smarrisce la nostra personalità. Uno, Nessuno, Centomila.
E nulla di autentico in alcuna delle varianti psicologiche.
Significa Dispersione della Personalità, e consiste in un disturbo parecchio grave che può sfociare perfino in disturbi psichiatrici di tipo Borderline, caratterizzati in prevalenza da instabilità dell’immagine di sé.

Comments ( 4 )

  • Vincenzo

    Bell’articolo Francesca, come sempre.. non sono un esperto, anche se di pratica ne ho fatta 🙂 volevo commentare dicendo che il pericolo nell’adattamento, che hai descritto alla fine, secondo me può avvenire nel momento in cui si perde di vista la direzione e/o il motivo iniziale che ci ha posto in una condizione difficile (quella che ha creato il disadattamento per capirci 🙂 ..anche quello a mio avviso ha un ruolo importante nel processo di adattamento, l’obiettivo deve in un certo senso cambiare insieme ai comportamenti, andare di pari passo ed affinarsi.. ma non stravolgersi, altrimenti è lì che può crearsi una situazione di pericolo grave. I casi chiaramente sono infiniti.. 🙂

  • Francesca Ungaro

    Ciao Vincenzo,
    Grazie mille del tuo commento. Sicuramente hai ragione!
    Se cambia la realtà esterna (e perché no, possiamo parlare anche di quella interna), per poterci adattare al mutamento è necessario mettere a fuoco e identificare i nuovi obiettivi.
    Senza quelli, si perde la rotta.
    E sicuramente, come dici tu, subentra una situazione pericolosa: professionalmente parlando – almeno – una perdita di produttività e psicologicamente parlando una condizione di confusione mentale e di identità.
    E’ il pericolo maggiore. Sì: sono pienamente d’accordo con te.
    La “Dispersione di Personalità” è solo il limite più estremo di un’infinità di disagi mentali.
    Grazie ancora e torna a trovarmi! Un abbraccio

  • Vincenzo

    grazie Francesca, dell’invito e più per l’abbraccio 🙂 lo farò sicuramente, buona serata

  • Giulio Gargiullo

    Si, l’adattamento oggi è molto importante sia per questioni economiche, che per le opportunità. In fondo di adattamento ne parlava tempo fa un certo Darwin 😉

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