10 film da vedere se amate la fotografia

10 film da vedere se amate la fotografia

Che siate fotoamatori o professionisti o semplici curiosi della fotografia, ecco dieci film che vi suggeriamo.

1. Il super classico.
LA DOLCE VITA. Un film del 1960 diretto da Federico Fellini, vincitore della Palma d’oro al 13º Festival di Cannes, Marcello è un giornalista che scrive per un rotocalco articoli mondani, in cui figurano persone e fatti noti nell’ambiente di Via Veneto. L’attività professionale l’ha portato ad adottare un sistema di vita molto simile a quello dei suoi personaggi.

La Dolce Vita

2. Il capolavoro del muto.
IL CAMERAMAN. Un film del 1928 diretto da Edward Sedgwick e interpretato da Buster Keaton.
Buster, un giovane fotografo ritrattista, si invaghisce di Sally, una segretaria della Metro-Goldwyn-Mayer. Nel tentativo di impressionare la ragazza decide di diventare un cameraman, scambiando la sua macchina fotografica con una vecchia cinepresa e inizia a fare le riprese usando come soggetto qualsiasi cosa. Tuttavia, a causa della sua inesperienza, le riprese risultano sovraesposte e Buster diviene lo zimbello degli studi MGM. Ma una serie di fortunate combinazioni lo porta a diventare il reporter del secolo.

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3. Il romantico.
I PONTI DI MADISON COUNTY. Un film del 1995 diretto ed interpretato da Clint Eastwood con Meryl Streep, tratto dall’omonimo romanzo di Robert James Waller.
Il film, ambientato nello stato dell’Iowa, narra della storia d’amore tra Francesca, una casalinga quarantacinquenne di origini italiane, e Robert, un fotografo cinquantaduenne. La storia viene narrata attraverso i tre diari della donna ed alcuni altri significativi oggetti, lasciati in eredità ai suoi due figli, ai quali decide di raccontare il tradimento compiuto verso il loro padre, affinché la possano conoscere e comprendere intimamente.

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4. Il thriller.
ONE HOUR PHOTO. Un film del 2002 scritto, sceneggiato e diretto da Mark Romanek. Il film fu vincitore del premio della giuria al Festival del cinema americano di Deauville. Il protagonista è Robin Williams, che veste i panni di un insolito personaggio negativo, la cui interpretazione venne premiata con un Saturn Award per il miglior attore.
Seymour “Sy” Parrish è un uomo timido e solitario che lavora in un grande magazzino nella sezione sviluppo fotografie, talmente ossessionato dal suo lavoro che nella sua mente immagina di far parte della famiglia di una sua assidua cliente, Nina (sposata con Will e madre di Jack). Seymour nel tempo è arrivato addirittura a duplicare tutte le foto della famiglia di Nina per conservarle con sé a casa propria. Lo stesso Seymour verrà licenziato una volta scoperta questa sua inquietante abitudine, ma l’uomo conserverà con sé un segreto di cui è venuto a conoscenza grazie al suo lavoro e presto attuerà la sua vendetta.

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5. Il cult.
BLOW -UP. Un film del 1966 diretto da Michelangelo Antonioni, ispirato al racconto Le bave del diavolo dell’argentino Julio Cortázar.
Thomas, un fotografo annoiato del fascino sensuale delle modelle che passano nel suo studio e nella sua vita, per reazione si propone di realizzare un fotolibro che vuol essere uno studio della vita di Londra in tutta la sua realtà. Attratto dalla calma che vi regna, si sofferma in un parco dell’East End e qui riprende le effusioni sentimentali di un uomo e di un donna; quest’ultima se ne accorge e lo insegue fino a casa per chiedergli la consegna della pellicola: è così disperata da offrirsi a lui, pur di riaverla. Con un trucco Thomas sostituisce il negativo, quindi comincia a sviluppare e ad ingrandire le fotografie. Vengono in tal modo alla luce alcuni particolari, come la mano di un uomo che tiene una pistola ed una strana ombra sull’erba che potrebbe essere un cadavere.

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6. Il documentario.
IL SALE DELLA TERRA. Un film documentario del 2014. Magnificamente ispirato dallaa potenza lirica della fotografia di Sebastião Salgado, Il sale della terra è un documentario monumentale, che traccia l’itinerario artistico e umano del fotografo brasiliano. Co-diretto da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio dell’artista, Il sale della terra è un’esperienza estetica esemplare e potente, un’opera sullo splendore del mondo e sull’irragionevolezza umana che rischia di spegnerlo. Alternando la storia personale di Salgado con le riflessioni sul suo mestiere di fotografo, il documentario ha un respiro intimo e cosmico insieme, è un oggetto fuori formato, una preghiera che dialoga con la carne, la natura e Dio.

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7. Il biografico.
FUR. Un film del 2006 diretto da Steven Shainberg, con Nicole Kidman. Ispirato al romanzo di Patricia Bosworth Diane Arbus: Una biografia, il film è un ritratto immaginario di Diane Arbus, una delle artiste più importanti del XX secolo, che sfidò le convenzioni sovvertendo il concetto di bello e brutto e innovando la fotografia.

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8. Diretto da una fotografa.
OFFICE KILLER. L’IMPIEGATA MODELLO. Un film del 1997 diretto dalla fotografa Cindy Sherman.
Come la monotona esistenza di Dorine Douglas, placida redattrice di un futile magazine, si trasformò in una sarabanda omicida… Messa alle strette da esigenze di riduzione del personale, la nostra si trova costretta a continuare la sua collaborazione al giornale da esterna: cioè abbandonare la vitalità della redazione e confinarsi nel claustrofobico e monotono universo domestico. Unica forma di comunicazione verso l’esterno, l’asettica e-mail… Nella solitiudine delle sue quattro pareti, Dorine cerca di impadronirsi dei segreti dei software che costituiscono il suo ultimo legame col mondo. E’ in questa esplorazione che finisce accidentalmente per uccidere – via computer – un collega… Ma l’episodio non sconvolge la donna, anzi la tempra. Da questo momento, in un delirio di lucida follia assassina, comincia la mattanza…

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9. Dedicato ai reporter.
PROFESSIONE REPORTER. Un film del 1975, quattordicesimo lungometraggio diretto da Michelangelo Antonioni, inserito nella lista dei 500 migliori film della storia secondo Empire. David Locke, un giornalista di successo, lanciatissimo nella professione ma ormai sazio e annoiato dalla vita, scopre un giorno l’opportunità di ricominciare tutto daccapo: rinvenuto il cadavere di un uomo che gli somiglia, inscena una finta morte e assume l’identità del defunto. Mal gliene incoglie: l’uomo era un trafficante d’armi che riforniva il movimento di ribellione a un piccolo dittatore africano. Raggiunto dai sicari del despota, il reporter viene ucciso, questa volta sul serio.

10. Il musicale.
CENERETOLA A PARIGI. Un film musicale del 1957, diretto da Stanley Donen e interpretato da Audrey Hepburn e Fred Astaire.
Giovane bibliotecaria è lanciata come modella grazie a un fotografo di moda, di lei innamorato, che deve staccarla da un rivale, filosofo “enfaticalista”. Quasi un canto del cigno, o un passo d’addio del grande F. Astaire, non lontano dai 60 anni ma ancor agile di gambe. Squisita messa in scena, sostenuta da una fotografia che ebbe la supervisione del celebre Richard Avedon e da una Hepburn vestita da Givenchy.

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